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L'invecchiamento

 

Da un punto di vista demografico, l'invecchiamento della popolazione può essere sintetizzato brevemente in base alla teoria proposta da Robine e Michel (Robine e Michel, 2004), secondo cui, durante la prima fase della transizione epidemiologica è stato registrato un crollo della mortalità infantile, grazie all'aumento della disponibilità di cibo e alla diminuzione delle malattie infettive. Nel corso della seconda fase, che si può collocare dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è ridotta la mortalità degli adulti e degli anziani grazie alla maggiore disponibilità di servizi sanitari e medici. Il crollo della mortalità ha portato ad un aumento della prevalenza di malattie e disabilità croniche, come conseguenza dell'innalzamento del tasso di sopravvivenza dei malati (espansione della morbilità). Successivamente, il miglioramento delle condizioni di salute, l'innalzamento della scolarità e l'avanzamento delle pratiche sanitarie ha condotto ad una fase di contrazione della morbilità, fase ancor'oggi riscontrabile in Austria, Francia e Stati Uniti (Freedman et al, 2002; Crimmins, 1991).

 

Il crollo della mortalità sta oggi creando gruppi di popolazione molto anziana e molto fragile. Il controllo di malattie che compromettono la sopravvivenza, e l'esistenza di un ambiente protettivo (vita in famiglia, case di cura moderne, servizi assistenziali) spiegano la presenza di soggetti fragili tra i più anziani. In geriatria la fragilità viene considerata come la quarta dimensione delle condizioni di salute dell'individuo, concettualmente distinta da età, comorbidità e disabilità (ma statisticamente correlata a queste tre dimensioni). La fragilità si esplica nella perdita della capacità di fronteggiare lo stress quotidiano, per cui la resistenza dei soggetti più fragili risulta molto compressa di fronte alle "minacce" ambientali (si consideri per esempio all'ondata di caldo dell'estate 2003). In un articolo pubblicato sulla rivista Gerontology (Baltes e Smith, 2003), due ricercatori hanno ulteriormente evidenziato come i guadagni in termini di longevità si concentrano nella terza età, mentre durante la quarta età si osserverebbero progressiva perdita della capacità cognitive e di apprendimento, aumento della demenza senile, dei livelli di fragilità, disfunzionalità e pluripatologie.

 

Questo nuovo scenario di aumento della morbilità sembra attualmente caratterizzare l'Australia (Davis et al, 2002), per cui alcuni studiosi parlano di nuova espansione della morbilità.

 

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